Ambrogio Maria Antonini
Nato a Milano nel 1901, ci ha lasciato qualche anno fa, 1987. Avvocato di professione, grande storico, poeta, umanista massimo esperto di cose milanesi. Ingegno eclettico sempre fedele al C.A.L. "Cenobio degli avvocati lombardi" di cui per anni ne fu l'anima e il faro.
In qualità di esperto e studioso della lingua milanese, nel 1983 pubblica il "Vocabolario Italiano-Milanese".
Basterebbe ricordare questi due riconoscimenti assegnatigli dalla Città di Milano: 1979, "Cittadino Benemerito" e 1981 "Premio Carlo Porta", per comprenderne il peso del personaggio.
Le sue opere: nel campo della poesia ricordiamo Rid per minga piang; Per le vie di Milano - passeggiate in rima per le vie milanesi; Milan in quattordes vèrs; La dònna in de la mia poesia.
Famose ed ammirate sono pure le sue traduzioni in vernacolo come: Faust di Goethe; Gerusalemme Liberata del Tasso; L'Odissea di Omero e soprattutto va ricordata la Divina Commedia di Dante che, contrariamente a quella del Porta, è eseguita rispettando rigorosamente la terza rima dantesca.
L'Antonini cercò anche di cimentarsi con la poesia epica con La canzon de Legnan. L'ultimo suo lavoro, 1985, è la fedele traduzione in dialetto milanese del "Mrèio" (Mirella) poema provenzale di Frederì Mistral. L'Antonini, con Pier Gildo Bianchi, Dino Gabiazzi, Giovanni Luzzi e Casare Mainardi fu promotore e fondatore dell'Accademia del Dialètt Milanes.