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Arrivederci Brera Francesca Giussani Ornago
"La Pinacoteca soffoca" afferma la direttice del Museo Luisa Arrigoni e lo stesso professor Stefano Zecchi,
presidente dell'Accademia, ammette la necessità di acquisire nuovi spazi per poter ospitare tutte le opere,
molte delle quali affastellate nei depositi.
Si ha quindi in animo di trasferire alla Bovisa parte dell'Accademia di Belle Arti, come già ha fatto per il
Politecnico di Milano, e di ampliare l'attuale sede della Pinacoteca - inaugurata il 15 agosto 1809 - raddoppiando
l'area espositiva da 4800 a quasi 9000 metri quadri.
Questo permetterà di riportare alla luce le opere giacenti da 180 dipinti a 650. Tra questi, i quadri del '400
lombardo, del '600, del '700 e dell''800, che saranno riportati all'ammirazione dei visitatori. Si parla di dipinti
preziosi quali il Bergognone, Bernardino Luini, il Procaccini, Mosè Bianchi, Hayez, Induno ed altri capolavori.
Le opere moderne, ora dislocate in altri luoghi, quali alcune chiese lombarde, il palazzo del Tribunale di Milano,
il Senato e la Camera dei Deputati, saranno riunite in un apposito spazio. Dell'attuale Accademia resteranno in via
Brera, con le sale di rappresentanza e l'aula magna, i corsi di pittura e scultura.
Questa rivoluzione coinvolgerà, oltre al palazzo del XVII secolo, anche la Biblioteca Braidense, l'Osservatorio
astronomico, l'Orto Botanico, ora trascurato - realizzato nel 1774 per ordine di Maria Teresa - e l'Istituto
Lombardo di Scienze e Lettere, e cambierà pure la configurazione dell'intero quartiere, dove ancora si respira
aria di bohème.
Il progetto di questa impegnativa ristrutturazione è stato affidato all'arch. Alberico Barbiano di Belgioioso, e
se ne prevede l'inizio dei lavori entro due anni. Spesa prevista, inclusi i nuovi percorsi museali, sarà di 40
milioni di Euro.
Ancora una volta i Milanesi dovranno pazientare, ma finalmente anche Milano avrà il suo 'Louvre'.
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